La risonanza magnetica (RM) permette di generare immagini delle strutture anatomiche umane utilizzando campi magnetici, senza esporre il paziente a radiazioni ionizzanti.
Al paziente viene chiesto di stendersi su un lettino, il quale verrà collocato all’interno del macchinario, e di restare fermo per tutta la durata dell’esame.
In accordo con il quesito diagnostico può essere eseguita nelle condizioni di base oppure dopo somministrazione di mezzo di contrasto per via endovenosa.
Nei casi in cui l'indagine non preveda l'uso del mezzo di contrasto non è necessaria alcuna preparazione.
Se è previsto l'impiego del mezzo di contrasto per via endovenosa, il paziente deve essere a digiuno almeno da 6 ore. Inoltre, dovrà presentare, il giorno dell’esame durante l’accettazione infermieristica, i valori recenti della creatininemia (eseguita nei 30 giorni antecedenti) per verificare la normale funzionalità renale.
La RM pelvi è una metodica essenziale per la diagnosi delle patologie benigne e maligne della vulva, della vagina, della cervice e dell’utero, spesso richiesta a completamento delle indagini di pertinenza ginecologica (visita clinica ed ecografia transvaginale). Questo esame rappresenta la metodica radiologica più adatta per tracciare l’anatomia degli organi genitali femminili e dei tessuti circostanti e identificare eventuali lesioni neoplastiche. La RM pelvi permette infatti di studiare le strutture descritte e le condizioni patologiche associate al fine di definire un trattamento mirato per ogni singola paziente. L’indagine è anche indicata anche per controllare le pazienti trattate con chemioterapia, radioterapia e dopo chirurgia, per individuare la risposta al trattamento ed eventuali recidive.
La preparazione alla risonanza pelvi richiede adeguati tempi per la preparazione, per questo motivo è indispensabile che il paziente si presenti nella sala d’attesa della risonanza almeno 30 minuti prima dell’orario indicato sull’appuntamento.
L’infermiere ritirerà e consegnerà al medico l’impegnativa, il questionario anamnestico preliminare e il consenso da lei compilati e firmati, oltre all’esito della creatininemia che deve essere effettuato entro 30 giorni prima della risonanza.
Inoltre, l’infermiere ritirerà e consegnerà al radiologo eventuali risonanze o tac da lei effettuate in precedenza in altri ospedali, se inerenti all’esame che dovrà effettuare. Gli esami consegnati saranno restituiti al termine della risonanza.
L’infermiere, in fase di accettazione, chiederà l’eventuale stato di gravidanza, se è stato effettuato il digiuno da almeno 5 ore, il peso e eventuali allergie a farmaci o mezzo di contrasto (gadolinio).
In caso di precedente allergia al gadolinio, verrà richiesta la profilassi alle reazioni allergiche che dovrà effettuare prima della risonanza secondo lo schema che trova al link sotto.
L’infermiere provvederà a reperire un accesso venoso periferico o alla verifica della compatibilità e del funzionamento di accessi vascolari già presenti (picc, midline).
L’accesso venoso è indispensabile per la somministrazione del mezzo di contrasto e dell’eventuale terapia farmacologica prescritta dal radiologo per ridurre la peristalsi intestinale ed i conseguenti artefatti da movimento che interferiscono con l’esecuzione della risonanza.
La Risonanza Magnetica Multiparametrica (mpRM) della prostata è attualmente la metodica di imaging di scelta per lo studio della anatomia della prostata e dei tessuti limitrofi ed è utilizzata per individuare la presenza di eventuali lesioni neoplastiche prostatiche.
È una metodica radiologica non invasiva, non dolorosa né rischiosa; prevede l’utilizzo del mezzo di contrasto per via endovenosa (come da attuali indicazioni PI-RADS 2.1).
Utilizza sequenze sia morfologiche sia funzionali che permettono di individuare lesioni sospette in senso tumorale all’interno della ghiandola prostatica e di valutarne l’estensione, così da determinare la tipologia di trattamento migliore.
La mpRM può anche essere utilizzata in pazienti che sono portatori di neoplasie prostatiche scarsamente aggressive e che vengono inseriti, in alternativa al trattamento, in un percorso di “sorveglianza attiva”.
La preparazione alla risonanza della prostata richiede adeguati tempi per la preparazione, per questo motivo è indispensabile che il paziente si presenti nella sala d’attesa della risonanza almeno 15 minuti prima dell’orario indicato sull’appuntamento.
L’infermiere ritirerà e consegnerà al medico l’impegnativa, il questionario anamnestico preliminare e il consenso da lei compilati e firmati, oltre all’esito (recente) del PSA e della creatininemia, quest’ultima deve essere effettuata entro 30 giorni prima della risonanza.
Inoltre, l’infermiere ritirerà e consegnerà al radiologo eventuali visite urologiche, risonanze o tac da lei effettuate in precedenza in altri ospedali, se inerenti all’esame che dovrà effettuare. Gli esami consegnati saranno restituiti al termine della risonanza.
L’infermiere, in fase di accettazione, chiederà se è stato effettuato il clistere la mattina dell'esame, se è stato mantenuto il digiuno da almeno 5 ore, il peso e eventuali allergie a farmaci o mezzo di contrasto (gadolinio).
In caso di precedente allergia al gadolinio, verrà richiesta la profilassi alle reazioni allergiche che dovrà effettuare prima della risonanza secondo lo schema che trova al link sotto.
L’infermiere provvederà a reperire un accesso venoso periferico o alla verifica della compatibilità e del funzionamento di accessi vascolari già presenti (picc, midline).
L’entero-RM è uno strumento indispensabile per lo studio delle anse intestinali, permettendo di studiare in particolare l’intestino tenue, un distretto anatomico non accessibile con altre tipologie d’indagine (gastroscopia o colonscopia) e delle sue pareti.
Insieme con l’entero-TC, l’entero-RM è l’esame migliore per diagnosticare e valutare l’andamento nel tempo delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD), tra le quali il Morbo di Crohn.
La Risonanza Magnetica (RM) è una metodica diagnostica non invasiva e sicura che fornisce immagini di alta qualità di organi o di strutture corporee mediante l’utilizzo di campi magnetici.
La preparazione all’entero-RM richiede adeguati tempi per la preparazione, per questo motivo è indispensabile che il paziente si presenti nella sala d’attesa della risonanza almeno un’ora prima dell’orario indicato sull’appuntamento.
L’infermiere ritirerà e consegnerà al medico l’impegnativa, il questionario anamnestico preliminare e il consenso da lei compilati e firmati, oltre all’esito della creatininemia che deve essere effettuato entro 30 giorni prima della risonanza per verificare la normale funzionalità renale.
Inoltre, l’infermiere ritirerà e consegnerà al radiologo eventuali risonanze o TAC da lei effettuate in precedenza in altri ospedali, se inerenti all’esame che dovrà effettuare. Gli esami consegnati saranno restituiti al termine della risonanza.
L’infermiere, in fase di accettazione, chiederà l’eventuale stato di gravidanza, se è stato effettuato il digiuno da almeno 5 ore, il peso e eventuali allergie a farmaci o mezzo di contrasto (gadolinio) impiegato in risonanza.
In caso di precedente allergia al gadolinio, verrà richiesta la profilassi alle reazioni allergiche che dovrà effettuare prima della risonanza secondo lo schema che trova al link sotto.
L’infermiere provvederà a reperire un accesso venoso periferico o alla verifica della compatibilità e del funzionamento di accessi vascolari eventualmente già presenti (picc, midline).
L’accesso venoso è indispensabile per la somministrazione del mezzo di contrasto e dell’eventuale terapia farmacologica prescritta dal radiologo per ridurre la peristalsi intestinale ed i conseguenti artefatti da movimento che interferiscono con l’esecuzione della risonanza. L’accesso venoso posizionato dall’infermiere sarà rimosso al termine della risonanza, dopo aver monitorato l’eventuale comparsa di reazioni allergiche e aver valutato le condizioni del paziente.
L’accesso venoso posizionato dall’infermiere sarà rimosso al termine della risonanza, dopo aver monitorato l’eventuale comparsa di reazioni allergiche e aver valutato le condizioni del paziente.
In caso di presenza di picc e midline, si provvederà al lavaggio tramite soluzione fisiologica del lume utilizzato dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.
Per l’esecuzione della risonanza pelvi, potrebbe essere necessario togliere gli indumenti intimi per consentire l’introduzione del gel attraverso un piccolo tubicino che verrà posizionato tramite apposito lubrificante per evitare ogni eventuale fastidio.
La fase di preparazione alla risonanza avverrà in un ambiente riservato e la sua privacy sarà assicurata anche durante e dopo l’esame.
Prima di accedere all’interno della sala magnete occorre togliere tutto ciò che è metallico e ferromagnetico: gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, busti...
All’interno della risonanza magnetica questi oggetti potrebbero scaldarsi o dislocarsi, risultando così pericolosi sia per se stessi che per il personale presente, oppure interferire con l'acquisizione delle immagini. Inoltre, non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Negli spogliatoi ad uso dell’utenza sono presenti casseforti a disposizione per la protezione dei propri beni personali.
Per praticità verrà richiesto di indossare un camice di cotone al posto dei vestiti, evitando così di entrare nel macchinario con indumenti che possano contenere comunque metallo (per esempio con ganci o chiusure metalliche che la persona si dimentica di avere).
Il paziente una volta preparato, viene invitato a stendersi su un lettino, che attraverso un comando elettronico scorrerà fino a posizionarsi all’interno del magnete fatto a forma di tunnel. La parte da esaminare dovrà trovarsi il più possibile vicino al centro del magnete. Potranno essere posizionati sulla superficie esterna del corpo elementi sagomati, le cosiddette "bobine" (fasce, caschetto, cuscini rigidi ecc.) in modo da adattarsi bene alla regione anatomica da studiare e indispensabili all’esecuzione dell’esame. Questi elementi permetteranno la creazione di immagini digitali anatomiche dell’area del corpo scansionata.
Occorre inoltre sapere che l’esame è alquanto rumoroso e il macchinario può dare un senso di claustrofobia. A protezione dei rumori prodotti dalla macchina, vengono forniti degli appositi auricolari o cuffie. Si possono mettere in atto alcuni accorgimenti da valutare con il medico radiologo nel caso di claustrofobia.
Al paziente non è richiesta alcuna forma di collaborazione, se non quella di rilassarsi, di evitare qualsiasi movimento, di mantenere una respirazione molto leggera, di cercare di non tossire o starnutire. Evitare che braccia e gambe si tocchino in modo da formare dei circuiti chiusi (rischio di bruciature). E’ possibile avvertire il personale di eventuali disagi o malessere tramite un apposito campanello. Le apparecchiature sono infatti dotate di altoparlanti e di microfoni per comunicare con il medico o con il personale tecnico.
Le scansioni richiedono molto tempo, durante il quale il soggetto deve comunque rimanere fermo, nonostante il forte rumore generato, ma l’esame è assolutamente indolore e privo di qualsiasi invasività (salvo l’eventuale necessità di iniezione del mezzo di contrasto).
Per evitare immagini “sfocate” o distorte è fondamentale tenere la parte del corpo in esame assolutamente ferma per tutta la durata dell’acquisizione, finché il tecnico non comunica la fine.
L’acquisizione delle immagini è gestita da un computer, situato all’esterno sala, per tenerlo lontano dagli effetti dal campo magnetico, controllato dal tecnico di radiologia, che è quindi anch’egli in una sala diversa dal paziente ma in stretta vicinanza, dove può costantemente sorvegliare e intervenire in caso di necessità.
Nel corso dell'esame può essere normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo; è possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli in varie parti del corpo: questi effetti non devono preoccupare, se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore.
Può essere permesso a una persona cara di rimanere con il paziente durante l’intero esame: per esempio i bambini possono avere un genitore accanto. All’accompagnatore verrà domandato se è portatore di pacemaker o altro oggetto metallico e dovrà inoltre adeguarsi alle stesse linee guida del paziente relativamente a vestiti e rimozione di oggetti metallici.
L’accesso venoso è indispensabile per la somministrazione del mezzo di contrasto e dell’eventuale terapia farmacologica prescritta dal radiologo per ridurre la peristalsi intestinale ed i conseguenti artefatti da movimento che interferiscono con l’esecuzione della risonanza.
L’accesso venoso posizionato dall’infermiere sarà rimosso al termine della risonanza, dopo aver monitorato l’eventuale comparsa di reazioni allergiche e aver valutato le condizioni del paziente.
In caso di presenza di picc e midline, si provvederà al lavaggio tramite soluzione fisiologica del lume utilizzato dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.
Per l’esecuzione della risonanza della prostata, è necessario svuotare la vescica prima dell’esame, per questo motivo l’infermiere, dopo la fase di accettazione e di preparazione, la inviterà ad andare in bagno per urinare appena prima di iniziare la risonanza.
La fase di preparazione alla risonanza avverrà in un ambiente riservato e la sua privacy sarà assicurata anche durante e dopo l’esame.
Prima di accedere all’interno della sala magnete occorre togliere tutto ciò che è metallico e ferromagnetico: gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, busti...
All’interno della risonanza magnetica questi oggetti potrebbero scaldarsi o dislocarsi, risultando così pericolosi sia per se stessi che per il personale presente, oppure interferire con l'acquisizione delle immagini. Inoltre non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Negli spogliatoi ad uso dell’utenza sono presenti casseforti a disposizione per la protezione dei propri beni personali.
Per praticità verrà richiesto di indossare un camice di cotone al posto dei vestiti, evitando così di entrare nel macchinario con indumenti che possano contenere comunque metallo (per esempio con ganci o chiusure metalliche che la persona si dimentica di avere).
Il paziente una volta preparato, viene invitato a stendersi su un lettino, che attraverso un comando elettronico scorrerà fino a posizionarsi all’interno del magnete fatto a forma di tunnel. La parte da esaminare dovrà trovarsi il più possibile vicino al centro del magnete. Potranno essere posizionati sulla superficie esterna del corpo elementi sagomati, le cosiddette "bobine" (fasce, caschetto, cuscini rigidi ecc.) in modo da adattarsi bene alla regione anatomica da studiare e indispensabili all’esecuzione dell’esame. Questi elementi permetteranno la creazione di immagini digitali anatomiche dell’area del corpo scansionata.
Occorre inoltre sapere che l’esame è alquanto rumoroso e il macchinario può dare un senso di claustrofobia. A protezione dei rumori prodotti dalla macchina, vengono forniti degli appositi auricolari o cuffie. Si possono mettere in atto alcuni accorgimenti da valutare con il medico radiologo nel caso di claustrofobia.
Al paziente non è richiesta alcuna forma di collaborazione, se non quella di rilassarsi, di evitare qualsiasi movimento, di mantenere una respirazione molto leggera, di cercare di non tossire o starnutire. Evitare che braccia e gambe si tocchino in modo da formare dei circuiti chiusi (rischio di bruciature). E’ possibile avvertire il personale di eventuali disagi o malessere tramite un apposito campanello. Le apparecchiature sono infatti dotate di altoparlanti e di microfoni per comunicare con il medico o con il personale tecnico.
Le scansioni richiedono molto tempo, durante il quale il soggetto deve comunque rimanere fermo, nonostante il forte rumore generato, ma l’esame è assolutamente indolore e privo di qualsiasi invasività (salvo l’eventuale necessità di iniezione del mezzo di contrasto).
Per evitare immagini “sfocate” o distorte è fondamentale tenere la parte del corpo in esame assolutamente ferma per tutta la durata dell’acquisizione, finché il tecnico non comunica la fine.
L’acquisizione delle immagini è gestita da un computer, situato all’esterno sala, per tenerlo lontano dagli effetti dal campo magnetico, controllato dal tecnico di radiologia, che è quindi anch’egli in una sala diversa dal paziente ma in stretta vicinanza, dove può costantemente sorvegliare e intervenire in caso di necessità.
Nel corso dell'esame può essere normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo; è possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli in varie parti del corpo: questi effetti non devono preoccupare, se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore.
Può essere permesso a una persona cara di rimanere con il paziente durante l’intero esame: per esempio i bambini possono avere un genitore accanto. All’accompagnatore verrà domandato se è portatore di pacemaker o altro oggetto metallico e dovrà inoltre adeguarsi alle stesse linee guida del paziente relativamente a vestiti e rimozione di oggetti metallici.
In caso di presenza di picc e midline, si provvederà al lavaggio tramite soluzione fisiologica del lume utilizzato dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.
Un’ora prima dell’entero-RM sarà necessario bere un farmaco diluito nell’acqua, secondo le modalità e le tempistiche concordate con il radiologo. Il farmaco, appositamente preparato dall’infermiere, garantisce la distensione delle anse intestinali.
La fase di preparazione alla risonanza avverrà in un ambiente riservato e la sua privacy sarà assicurata anche durante e dopo l’esame.
Prima di accedere all’interno della sala magnete occorre togliere tutto ciò che è metallico e ferromagnetico: gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, busti...
All’interno della risonanza magnetica questi oggetti potrebbero scaldarsi o dislocarsi, risultando così pericolosi sia per se stessi che per il personale presente, oppure interferire con l'acquisizione delle immagini. Inoltre, non si possono portare nel macchinario cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Negli spogliatoi ad uso dell’utenza sono presenti casseforti a disposizione per la protezione dei propri beni personali.
Per praticità verrà richiesto di indossare un camice di cotone al posto dei vestiti, evitando così di entrare nel macchinario con indumenti che possano contenere comunque metallo (per esempio con ganci o chiusure metalliche che la persona si dimentica di avere).
Il paziente una volta preparato, viene invitato a stendersi su un lettino, che attraverso un comando elettronico scorrerà fino a posizionarsi all’interno del magnete fatto a forma di tunnel. La parte da esaminare dovrà trovarsi il più possibile vicino al centro del magnete. Potranno essere posizionati sulla superficie esterna del corpo elementi sagomati, le cosiddette "bobine" (fasce, caschetto, cuscini rigidi ecc.) in modo da adattarsi bene alla regione anatomica da studiare e indispensabili all’esecuzione dell’esame. Questi elementi permetteranno la creazione di immagini digitali anatomiche dell’area del corpo scansionata.
Occorre inoltre sapere che l’esame è alquanto rumoroso e il macchinario può dare un senso di chiusura. A protezione dei rumori prodotti dalla macchina, vengono forniti degli appositi auricolari o cuffie. Si possono mettere in atto alcuni accorgimenti da valutare con il medico radiologo nel caso di effettiva claustrofobia.
Al paziente non è richiesta alcuna forma di collaborazione, se non quella di rilassarsi, di evitare qualsiasi movimento, di mantenere una respirazione molto leggera, di cercare di non tossire o starnutire. Evitare che braccia e gambe si tocchino in modo da formare dei circuiti chiusi (rischio di bruciature). È possibile avvertire il personale di eventuali disagi o malessere tramite un apposito campanello. Le apparecchiature sono infatti dotate di altoparlanti e di microfoni per comunicare con il medico o con il personale tecnico.
Le scansioni richiedono un tempo variabile, durante il quale il soggetto deve comunque rimanere fermo nonostante il rumore generato dall’apparecchiatura. L’esame è assolutamente indolore e privo di qualsiasi invasività (salvo l’eventuale necessità di iniezione del mezzo di contrasto endovenoso o introduzione di gel nello studio della pelvi femminile).
Per evitare immagini “sfocate” o distorte è fondamentale tenere la parte del corpo in esame assolutamente ferma per tutta la durata dell’acquisizione, finché il tecnico non comunica la fine.
L’acquisizione delle immagini è gestita da un computer situato all’esterno della sala magnete per tenerlo lontano dalle interferenze del campo magnetico, controllato dal tecnico di radiologia dalla sala comandi posta in stretta vicinanza alla sala magnete dove è possibile costantemente sorvegliare il paziente e l’andamento dell’esame, pronto ad intervenire in caso di necessità.
Nel corso dell'esame può essere normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo; è possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli in varie parti del corpo: questi effetti non devono preoccupare, se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore.
Può essere permesso ad una persona o familiare di rimanere con il paziente durante l’intero esame: per esempio nel caso di bambini possono avere un genitore accanto. Anche all’accompagnatore verrà domandato se è portatore di pacemaker o altro oggetto metallico e dovrà inoltre adeguarsi alle stesse linee guida del paziente relativamente a vestiti e rimozione di oggetti metallici.
L'esame di risonanza magnetica (RM) del cuore con studio cine-RM è una procedura diagnostica impiegata per produrre immagini dettagliate del cuore e dei tessuti circostanti utilizzando campi magnetici e onde radio, senza l'utilizzo di radiazioni ionizzanti.
Gli obiettivi principali dell'esame RM del cuore includono:
In generale l'esame RM del cuore è un potente strumento diagnostico non invasivo che può fornire informazioni dettagliate sul cuore e sui tessuti circostanti per aiutare i medici a diagnosticare e trattare le malattie cardiache.
Come ogni tecnica di imaging questo tipo di esame ha dei limiti, i principali consistono in:
Nella maggior parte delle indagini RM del cuore è necessaria la somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto a base di gadolinio.
Per l'esame di risonanza magnetica (RM) del cuore non è consigliato che il paziente sospenda le sue abituali terapie.
La preparazione all’esame di risonanza magnetica richiede adeguati tempi: per questo motivo è indispensabile che il paziente si presenti nella sala d’attesa della risonanza almeno 15 minuti prima dell’orario indicato sull’appuntamento.
L’infermiere ritirerà e consegnerà al medico radiologo l’impegnativa, il questionario anamnestico preliminare e il consenso informato da lei compilati e firmati, oltre all’esito della creatininemia che deve essere effettuato entro 30 giorni dalla data dell'esame (in caso di somministrazione del mezzo di contrasto).
Inoltre l’infermiere ritirerà e consegnerà al medico radiologo tutta la documentazione cardiologica (relazioni di visite e ricoveri, ecocardiogrammi, elettrocardiogrammi, holter…..) e radiologica (RM o TC) precedente. Gli esami consegnati saranno restituiti al termine dell’esame.
L’infermiere, in fase di accettazione, chiederà l’eventuale stato di gravidanza, se è stato effettuato il digiuno da almeno 5 ore, il peso, l'altezza ed eventuali allergie a farmaci o al mezzo di contrasto (paramagnetico, gadolinio).
In caso di somministrazione del mezzo di contrasto (gadolinio), l’infermiere provvederà a reperire un accesso venoso periferico o alla verifica della compatibilità e del funzionamento di accessi vascolari eventualmente già presenti (picc, midline).
L’accesso venoso periferico è indispensabile per la somministrazione del mezzo di contrasto (mdc) e sarà rimosso al termine della risonanza, dopo aver monitorato l’eventuale comparsa di reazioni allergiche e aver valutato le condizioni del paziente.
In caso di presenza di picc e midline, si provvederà al lavaggio tramite soluzione fisiologica del lume utilizzato dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.
Si raccomanda di portare con se il referto dell’esame durante il quale si è verificata eventualmente una reazione allergica al mdc.
In caso di precedente reazione allergica non grave al gadolinio è indicato dal protocollo aziendale che il paziente si sottoponga dal giorno precedente l’esame ad una profilassi alle reazioni allergiche secondo lo schema che trova al link sotto.
Nel caso di reazioni allergiche gravi al mezzo di contrasto paramagnetico (gadolinio) come ad es. shock anafilattico ed edema laringeo/della glottide, il rapporto rischio/beneficio all’esecuzione dell’esame dovrà essere valutato per ciascun paziente ed è pertanto consigliato prendere contatto con il servizio di radiologia al momento della prenotazione.
Prima di accedere all’interno della sala magnete occorre togliere tutto ciò che è metallico e ferromagnetico: gioielli, reggiseno, piercing, fermagli per capelli, cinture, occhiali, orologio, apparecchi per l'udito, protesi dentarie mobili, busti.
All’interno della risonanza magnetica questi oggetti potrebbero scaldarsi o essere attratti dal magnete (effetto proiettile), risultando così pericolosi sia per sé stessi che per il personale presente oppure interferire con la corretta acquisizione delle immagini. Inoltre non si possono portare all’interno della sala magnete cellulari, carte di credito o altre tessere magnetiche. Negli spogliatoi ad uso dell’utenza sono presenti casseforti a disposizione per la protezione dei propri beni personali.
Per praticità verrà richiesto di indossare un camice di cotone al posto dei vestiti evitando così di entrare nel macchinario con indumenti che possano contenere parti metalliche anche non visibili.
Il paziente una volta preparato, viene invitato a stendersi su un lettino che verrà fatto scorrere dal personale tecnico di radiologia fino a alla posizione desiderata all’interno del magnete fatto a forma di tunnel. La parte da esaminare (cuore) dovrà trovarsi il più possibile vicino al centro del magnete. Potranno essere posizionati sulla superficie esterna del corpo elementi sagomati, le cosiddette "bobine" (fasce, caschetto, cuscini rigidi ecc.) in modo da adattarsi bene alla regione anatomica da studiare e indispensabili all’esecuzione dell’esame. Questi elementi permetteranno la creazione di immagini digitali anatomiche dell’area del corpo scansionata.
Occorre inoltre sapere che l’esame è alquanto rumoroso e il macchinario può dare un senso di claustrofobia. A protezione dei rumori prodotti dalla macchina vengono forniti degli appositi auricolari o cuffie. Si possono mettere in atto alcuni accorgimenti da valutare con il medico radiologo nel caso di claustrofobia.
L’acquisizione delle immagini è gestita da un computer, situato all’esterno, per tenerlo lontano dagli effetti dal campo magnetico, controllato dal tecnico di radiologia nella sala comandi diversa in strettissima vicinanza alla sala magnete dove può costantemente sorvegliare il paziente e l’andamento dell’esame ed intervenire in caso di necessità.
Nel corso dell'esame può essere normale avvertire un senso di riscaldamento in alcune parti del corpo; è possibile anche che il campo magnetico generato dalla macchina provochi la contrazione involontaria o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli in varie parti del corpo: questi effetti non devono preoccupare, se diventano troppo fastidiosi è consigliabile avvertire l’operatore.
Può essere permesso a una persona cara di rimanere con il paziente durante l’intero esame: per esempio i bambini possono avere un genitore accanto. Anche per l’accompagnatore valgono le stesse norme di sicurezza relative alla presenza di dispositivi medici o di elementi metallici nel vestiario.