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Infezione da Hiv: prevenzione e diagnosi fuori dall’ospedale

Comunicazione

La ASST di Monza al fianco di ALA Milano con l’ambulatorio itinerante Nonostante l’infezione da HIV non costituisca più un’emergenza sanitaria, grazie alla disponibilità di terapie efficaci per il suo trattamento, il numero di nuove diagnosi di HIV in Italia e nel nostro territorio non accenna a rid...

Data di pubblicazione:

28/08/2019, 00:00

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La ASST di Monza al fianco di ALA Milano con l’ambulatorio itinerante

Nonostante l’infezione da HIV non costituisca più un’emergenza sanitaria, grazie alla disponibilità di terapie efficaci per il suo trattamento, il numero di nuove diagnosi di HIV in Italia e nel nostro territorio non accenna a ridursi. Tra i gruppi più fragili e meno raggiunti dagli interventi sanitari preventivi, vi sono le persone dedite alla prostituzione. In particolare, le persone transgender che si prostituiscono e che costituiscono la metà delle prostitute da strada nel territorio di Milano e Monza, sono colpite in maniera sproporzionata dell’epidemia di HIV/AIDS.

Dal 2017, il personale medico e infermieristico dell’Unità di Malattie infettive della ASST di Monza ha avviato una collaborazione con l’associazione ALA Milano Onlus e ha deciso di “uscire” dal perimetro dell’ospedale, per intervenire attivamente nel campo della prevenzione e diagnosi precoce dell’infezione da HIV. L’attività rappresenta quasi un unicum nel contesto nazionale, sia perché scaturisce da una collaborazione tra pubblico e privato sociale, sia perché offre una molteplicità di interventi sul territorio, specificatamente dedicati alle persone transgender che si prostituiscono.

Il progetto è iniziato nell’estate di due anni fa come un survey conoscitivo su comportamenti e conoscenze delle donne TG che si prostituiscono nell’area di Milano e Monza, parallelamente all’offerta di test rapidi salivari per la diagnosi di HIV e HCV, direttamente nei luoghi di prostituzione notturna e si è, nel corso del tempo, arricchito di nuove offerte. Ad oggi, l’attività include l’offerta di test salivari rapidi per l’HIV, una volta a settimana, nei luoghi di prostituzione di Milano e Monza, per una notte a settimana, attraverso una unità mobile; in analogia ai servizi offerti in ospedale, un ambulatorio settimanale extra-ospedaliero, tenuto in orario serale nella sede dell’associazione ALA, dedicato alle prostitute transgender.

Lo staff è composto da una operatrice pari transgender, una psicologa, una counselor, una mediatrice culturale e 7 membri dello staff delle Malattie Infettive della ASST di Monza, tra cui 5 medici (Giuseppe Lapadula, Paola Columpsi, Nicola Squillace, Francesca Sabbatini, Alessandro Soria) e 2 infermiere (Ilaria Beretta, che è anche la caposala del reparto e Martina Comolatti). Nel corso delle diverse uscite, sono state contattate quasi 200 prostitute in 5 luoghi di prostituzione, di cui oltre la metà ha accettato di partecipare al progetto.

Escludendo le prostitute che riferivano di essere già HIV-positive, circa il 12% di coloro che si sono sottoposte al test sono risultate positive. Complessivamente, 1 su 5 prostitute sieropositive non era a conoscenza della propria positività e l’ha scoperta solo grazie all’intervento. La maggior parte di coloro che hanno ricevuto una diagnosi su strada è stata agganciate al centro e hanno iniziato rapidamente (entro 7 giorni dalla diagnosi) la terapia antiretrovirale, bloccando la replicazione virale, prevenendo l’evoluzione in AIDS e azzerando il rischio di trasmissione.

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Ultimo aggiornamento:22 dicembre 2023 alle ore 01:00

L’importanza del progetto è stato tale che i risultati preliminari sono stati presentati, in plenaria, come relazione conclusiva dell’ultimo congresso europeo sull’AIDS e i risultati aggiornati verranno presentati a Basilea il prossimo novembre.

“Uscire dai confini dell’ospedale per fare prevenzione esprime una corretta interpretazione delle logiche di integrazione Ospedale – Territorio, che rappresentano un preciso obiettivo del mandato affidato ai direttori generali da Regione Lombardia. Costruire percorsi di prevenzione e presa in carico consente di minimizzare, là dove possibile, il ricorso all’assistenza sanitaria e di programmarla in maniera efficiente ed efficace ai fini della cura – sottolinea il Direttore Generale della ASST di Monza Mario Alparone -. Ringrazio i nostri professionisti per lo spirito di servizio e la professionalità che dimostrano quotidianamente”.